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vigna


La nostra Azienda fu fondata nel 1924 dal Nonno Cavalier Bartolomeo, il quale imparò a vinificare le uve dei propri vigneti da suo padre. Dopo tre generazioni si sono rinnovate le vigne pur rimanendo intatte e immacolate quelle dei Nebbiolo da Barolo, si è rimodernata la cantina con l'introduzione di un attento uso delle barriques, e con fermentazioni più controllate.
L'Azienda è situata nel cuore della zona del Barolo, sotto il comune di Castiglione Falletto, nella piccola frazione de Garbelletto, e si raggiunge percorrendo la superstrada che da Alba si dirige verso Barolo, sulla sinistra 300 metri prima del' incrocio Barolo - La Morra.

IL PATRIARCA: LO STILE DEL BAROLO NASCE DA UN CICLO DI LAVORO CHE RIMARRA' SEMPRE UN MESTIERE ARTIGIANALE CHE RICHIEDE TANTE CONOSCENZE DIVERSE.
Qualche filare di peschi dietro la casa; Lui emerge da li, fin dal mattino è rimasto a fare qualche piccolo lavoro. Vestito da contadino, con quell’attenzione ai dettagli e all’insieme che, ormai, solo le persone di antica civiltà hanno saputo conservare, anche negli abiti da lavoro, vecchi e logori per l’uso, sicuramente pulitissimi e curati. Porta cappello e panciotto, come è nelle usanze di queste terre, non a caso: il cappello protegge dal sole troppo forte, il gilè sopra la camicia protegge dagli sbalzi di temperatura. E’ un Patriarca, il simbolo di un tempo che scompare e resiste insieme. Dimostra poco più di 70 anni, ma ne ha 92. La sua cortesia e il suo senso dell’ospitalità sono antichissimi, vengono da generazioni e generazioni di contadini e viticultori della sua famiglia che hanno lavorato questa terra. Queste colline dove nasce il vino dei re. Bartolomeo Borgogno, classe 1899, fierissimo di essere stato alpino, è fierissimo dei suoi vini.

LO STILE BAROLO
Da generazioni la famiglia del patriarca ha lavorato sulle colline, per produrre e allevare (fino a qualche anno fa) bestiame. A Garbelletto, a 3 km. da Barolo, hanno saputo conservare e valorizzare quelle terre difficili e preziose. Negli ultimi anni si sono moltiplicate anche in questa porzione delle Langhe, le grandi imprese vinicole, che hanno sicuramente avuto il grosso merito di far conoscere la qualità dei vini di queste parti. Ma lo stile del Barolo è un’altra cosa, un mestiere artigianale, in cui devono entrare tante conoscenze diverse. Il vino, quel vino, nasce da un ciclo di lavoro che non potrà mai diventare completamente industriale. Le conoscenze che il Barolo richiede partono dalla terra, quella terra particolarissima di Langa parente del tufo, dura e avara da richiedere sopratutto pazienza e che vuole essere conosciuta bene. Poi bisogna saper vendemmiare, e quindi saper tenere la cantina in modo che il vino possa invecchiare nelle condizioni ideali. Non bastano le norme di legge o i disciplinari, ci vuole la capacità e la cura del produttore. Il Patriarca ha imparato quel qualcosa in più e lo ha trasmesso a figlio e nipote: pazienza a sagacia, attenzione continua alla vigna, aggiornamento sui materiali, dalle botti alle bottiglie, dagli utensili alle macchine agricole.

L’INDUSTRIA DELL’ AMICIZIA
Il Patriarca ha sempre resistito alle tentazioni di diventare un industriale del vino, come tanti altri suoi colleghi , e ha trasmesso le sue convinzioni anche al figlio Mario e al nipote Dario. Negli anni del boom economico italiano sarebbe stato facile e comodo cambiare stile, diventare un’ industria: avrebbe significato cambiare anima, dimenticare il passato, modificare, non solo il modo di lavorare, ma anche i rapporti con le persone che acquistano il vino . E questo è un cambiamento che non pagherebbe mai abbastanza , almeno fino a quando non si inventerà l’industria dell’amicizia. Per questo i Borgogno sono rimasti artigiani, non hanno mai ingrandito l’azienda famigliare. Le produzioni dei Borgogno sono legate soprattutto al Barolo d.o.c.g. , e al suo ciclo di lavorazione. Ma le vigne offrono anche il Nebbiolo, che viene ora proposto con un nuovo marchio, legato alle tradizioni della casa. Un marchio che sottolinea fin nel nome il dato essenziale per quel vino: l’esposizione al sole. IL nuovo Nebbiolo di Borgogno si chiama infatti “Solanotto”, usato per indicare l’ esposizione delle terre. Un'altra vigna che produce un ottimo Nebbiolo di un elevato tannino con un marchio chiamato “altenasso” e un'altra chiamata “fiasco” si produce un Nebbiolo molto elegante con dei profumi intensi . L’ultima vigna acquistata sotto il comune di Barolo sulla collina Cannubi chiamata con il marchio “Cannubi San Lorenzo” li si produce un Nebbiolo straordinario. La novità di queste ultime stagioni è la vinificazione del Nebbiolo in rosè, oltre che nel rosso tradizionale, per venire incontro ai suoi estimatori.

articolo di Marco Bonatti